Nugae

gabbianoA cosa mi è servito correre per tutto il mondo,
trascinare, di città in città, un amore
che pesava più di mille valigie; mostrare
a mille uomini il tuo nome scritto in mille
alfabeti e un’immagine del tuo volto
che io giudicavo felice? A cosa mi è servito

respingere questi mille uomini, e gli altri mille
che fecero di tutto perché mi fermassi, mille
volte pettinando le pieghe del mio vestito
stanco di viaggi, o dicendo il tuo nome
così bello in mille lingue che io mai
avrei compreso? Perché era solo dietro te

che correvo il mondo, era con la tua voce
nelle mie orecchie che io trascinavo il fardello
dell’amore di città in città, il tuo
volto nei miei occhi durante tutto il viaggio,
ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo
.

(Maria do Rosário Pedreira, da Tutti i nomi dell’amore, a cura di Mirella Abriani e Fernando Pinto do Amaral, Crocetti Editore 2009)


500674088_54bfebd2b7_mCi si esilia soltanto da se stessi
e un dolore privato è poca cosa.
Solo, gridare dentro non è
gridare per tutti.

Ma se vivere ha un senso
sfilare con la rabbia sotto le finestre
del disprezzo passato
sarà un modo per dire
“noi”, “noi tutti”
.

(Pierre Lepori, da Qualunque sia il nome)


Forse ho modificato il mio ricordo di quel momento, ne ho cambiato la forma, l’ho ritoccato, allo stesso modo in cui ancora oggi mi capita talvolta di rappezzare gli scampoli di un sogno.

(Mavis Gallant, Varietà di esilio)


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