XCI.

E quanto doveva essere colma la misura del cuore per spiegare tutta quella scrittura in eccesso, debordante, quotidiana, incalzante? E quanto dev’essere vuoto il cuore, adesso? Adesso che leggo senza emozioni parole che cessano di appartenerti nel preciso istante in cui mi scivolano addosso e diventano altro, da me ma anche da te.

Tu mi appartieni, anche se non dovessi vederti mai più.

(Franz Kafka, 12 giugno 1920)

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