LII.

blancagomez

Non sento neanche più il respiro, che forse si allunga silenzioso per non gravare su questo senso di nausea e di fatica. Ristagnano le parole e i pensieri, svogliatamente. Ho smesso per un attimo di rincorrere il viaggio che mi fa sognare, la sua idea, più forte d’ogni prospettiva. È tutto fermo. Il cielo, il mare, persino gli odori risaliti dalle cantine e dagli androni più oscuri. Il senso di ogni attesa è indecifrabile, come la misura di una distanza che non risponde più né ai numeri né al tempo ma si getta come un ponte, sull’altra sponda, per separare o congiungere non importa, per disserrare le emozioni come fossero luoghi, abitarle, dare un nome al possibile. Nell’immobilità solo le emozioni si muovono.

Poi sorridi pure finché vuoi, ironicamente,
quando torno da te.

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