Ad hoc (suum cuique tribuere)

Creative Commons LicenseCaro viandante, gentile visitatore,

gli appunti di questo quaderno sono pezzi di vita e frammenti di letture che ho scelto di condividere con te che sei approdato qui per caso o ritornato per scelta.

Se li trovassi incomprensibili, insignificanti o addirittura banali, nulla ti trattiene dal ritornare sui tuoi passi. Ma se qualcosa ti ha colpito o emozionato, benvenuto: puoi restare tra queste pagine tutto il tempo che vuoi.

Sapendo – tuttavia – che il mio condividere non autorizza il plagio né l’appropriazione indebita di questi appunti, tutelati da una Licenza Creative Commons che ti invito a rispettare.

È già accaduto, accadrà ancora, ma sono certa che la tua lealtà intellettuale saprà onorare la fiducia e l’ospitalità che ti offro.

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[Come le persone intelligenti sanno, rubare parole altrui è come portarsi via un mucchio di gusci vuoti, privi delle loro storie; per il resto, faccio mio il famoso dilemma di Einstein sulle due cose che dovrebbero essere infinite: anch’io ho dei dubbi riguardo all’universo, quasi nessuno sulla stupidità umana].

Le stigmate del plagio non scompaiono mai del tutto, non perché si tratti di un illecito particolarmente orribile, ma perché è un illecito particolarmente imbarazzante, di serie B; coloro che lo commettono risultano patetici, quasi ridicoli.

(Richard A. Posner, da Il piccolo libro del plagio)